Da cosa dipende il nostro atteggiamento sul posto di lavoro?
Quando riflettiamo sulle dinamiche che muovono i nostri atteggiamenti e quelli altrui sul luogo di lavoro, stiamo dando per scontato che tutti siano spinti dalle stesse motivazioni per raggiungere gli stessi obiettivi.
Così facendo perdiamo di vista che i comportamenti sono innescati da motivazioni spesso inconsce e sono spesso il risultato di diversi fattori interconnessi che spingono il soggetto all’azione.
Le motivazioni si distinguono in primarie e secondarie: le prime tendono a soddisfare bisogni fisiologici fondamentali, le seconde sono apprese culturalmente, derivate dall’apprendimento e dall’influenza sociale, legate all’immagine di sé.
I comportamenti premiati dall’ambiente tendono a ripetersi e a strutturarsi come strategie mentali vincenti, specie se mossi da incentivi e accompagnati da specifici stati affettivi capaci di attivare l’organismo per raggiungere una meta oppure evitare una situazione spiacevole.
McClelland ha isolato tre aree motivazionali dominanti: l’affiliazione, il successo e il potere.
Nel prossimo post approfondiremo queste aree dominanti.
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